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30 July Le cose che ho imparato nella vita - Paulo CoelhoEcco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni. -Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. -Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. -Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. -Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te. -Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze. -Che la pazienza richiede molta pratica. -Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo. -Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. -Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. -Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. -Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. -Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari. -Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. -Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. -La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta. -È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. -Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. -Non cercare le apparenze, possono ingannare. -Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. -Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia. -Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. -Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! -Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. -Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice. -Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. -Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. -L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. -Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori. -Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange. ![]() 23 July per riflettere...C’era un’isola dove tutti i sentimenti hanno vissuto…felicità, tristezza, passione ed altri…compreso l’amore. Un giorno fu annunciato a tutti un pericolo imminente e tutti furono invitati a lasciare subito l’isola, così iniziarono a preparare le barche… Quando l’isola iniziò ad affondare, l’amore, che era da sola, decise di chiedere aiuto alle barche che passavano. Passò la ricchezza, e l’amore gli chiese: “ricchezza, mi puoi prendere con te?”… ed ella rispose: “no non posso, ho oro e gioielli con come”… Di lì a poco passò la vanità… ed anche ad ella l’amore chiese aiuto… ma la vanità rispose: “Non posso aiutarti, sei tutto bagnato e potresti rovinare la mia barca”… La barca successiva era quella della tristezza…e l’amore chiese aiuto anche ad essa…ma ella rispose: “sono così triste che preferisco andare da solo”…. Ma ecco che improvvisamente una voce disse:“Vieni amore, ti prenderò io con me sulla mia barca”. Era una persona anziana, e tale era la concitazione che l’amore dimenticò di chiederle chi fosse. Giunti su un’altra isola, l’amore chiese dunque il suo nome…e scoprì che era il tempo. L’amore chiese allora perché lo aveva aiutato…ed esso rispose…”Solo il tempo è capace di comprendere quanto grande è l’Amore”… ![]() 07 December per tutti voi...e soprattutto x i bambini....AUGURIUna storia narra che, tanto tempo fa, la notte della Vigilia,
in un bosco innevato, Babbo Natale (San Nicola), si incontrò con Gesù Bambino con il quale si consigliava sempre sulla distribuzione dei doni. Gesù Bambino si accorse subito che l'umore di San Nicola non era lo stesso degli altri anni, e gli domandò: - Cos'è che ti rattrista, amico mio ?- Babbo Natale gli rispose che negli ultimi anni aveva notato una tale mancanza di entusiasmo per il Natale, negli adulti ma anche nei bambini, da fargli passare la passione per il suo lavoro. Il Bambino Gesù approvò con la testa ed assunse un'espressione pensierosa poi disse: - Hai ragione, l'avevo notato anch'io, bisogna trovare qualcosa di nuovo e suggestivo per risvegliare la vera gioia natalizia. Pensierosi s'incamminarono insieme attraverso il bosco bianco. Nella foresta era tutto silenzioso, la luna splendeva chiara e luminosa, tutte le stelle luccicavano, la neve pareva argentata e gli abeti stavano là, neri e bianchi.... era proprio uno splendore ! Su di un abete in primo piano, la neve fresca creava delle bellissime decorazioni che davano forma a piccoli ghiaccioli sulle punte dei rami che luccicavano al chiaro di luna. Gesù Bambino e San Nicola si fermarono a guardarlo - E' semplicemente meraviglioso! - esclamarono . - Questa è la soluzione al nostro problema. - Babbo Natale tirò fuori dal suo sacco delle belle mele rosse, le legò a dei nastrini e le passò a Gesù Bambino che le appese ai rami dell'abete facendo bene attenzione a non far cadere le decorazioni di neve. Poi ci appesero anche delle nocciole, dei dolcetti e delle candele accese. Quando ebbero finito si allontanaro di qualche passo e lo guardarono soddisfatti. Ora l'alberello se ne stava là nella neve, fra i suoi rami innevati facevano bella mostra di sè, le mele rubiconde, le nocciole d'oro e d'argento luccicavano, e le candele di cera ardevano festosamente. Con il suo viso bianco e rosso Gesù Bambino era tutto sorridente e San Nicola non era più di cattivo umore. Segarono l'alberello con cura e lo portarono con loro fino al paese dove tutti dormivano. Si fermarono davanti alla casa più piccola , entrarono e lasciarono in dono l'abete così addobbato; Babbo Natale vi pose sotto tante altre belle cose: giocattoli, dolci, mele, castagne e nocciole . Poi lasciarono la casetta in punta di piedi come erano entrati. La mattina seguente adulti e bambini restarono a bocca aperta, c' era una tale atmosfera di gioia nella casa come mai prima. Nessun bambino pensava ai giocattoli, ai dolci... tutti guardavano l' albero con le luci, attorno al quale ballarono e cantarono tenendosi per mano. Quando amici e parenti videro il bell' alberello, entusiasti davanti ad una tale meraviglia, andarono subito nel bosco per procurarsi un albero anche loro. In breve tempo in tutte le case del villaggio, brillava un albero di Natale, e ovunque si udivano canti e le risa dei bambini. Così la tradizione dell'albero di Natale ha fatto il giro del mondo. ![]() ![]() ![]() 11 October The DreamersPrima di cambiare il mondo, devi capire che ne fai parte anche tu: non puoi restare ai margini e guardare dentro. 14 September L'ATASSIA - una malattia che bisogna conoscere e che noi mettiamo con molto piacere a conoscenza anche grazia alla richiesta della nostra amica EnzaL'atassia (dal greco ataxiā, disordine) è un disturbo consistente nella progressiva perdita della coordinazione muscolare che quindi rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari. Il centro della coordinazione dei movimenti muscolari è il cervelletto che elabora gli impulsi portati ai muscoli dal midollo spinale e dai nervi periferici. L'atassia può quindi essere provocata da problemi sia a livello della spina dorsale che a livello dei nervi periferici. Le conseguenze si manifestano con la mancanza di coordinazione fra tronco e braccia, tronco e capo, ecc. Vi sono inoltre dei disturbi associati, quali incoordinazione dei movimenti dell'occhio, incontinenza, difficoltà di deglutizione e movimenti involontari di arti, capo e tronco. L'atassia è sintomo delle cosiddette sindromi atassiche, malattie genetiche ed ereditarie come l'atassia teleangectasica, l'atassia di Friedreich, le atassie spinocerebellari, l'atassia di Charcot-Marie-Tooth, l'atrofia cerebellare, l'atassia olivo-pontocerebellare, di infezioni virali, encefaliti, lesioni al sistema nervoso centrale o alla spina dorsale, sostanze tossiche come stupefacenti e alcool, radiazioni. Per la diagnosi si attua la cosiddetta manovra di Romberg che consiste nel porre il soggetto eretto con le punte dei piedi unite e con gli occhi chiusi. Nel caso il soggetto oscilli e tenda a cadere si può pensare ad una lesione dei cordoni posteriori o malattie del labirinto dell'orecchio; nel caso invece oscilli già ad occhi aperti e non peggiori con la chiusura degli stessi si può pensare a lesioni cerebellari.
L'atassia di Friedreich e una malattia a trasmissione autosomica recessiva, che inizia sovente nell'infanzia o nell'adolescenza, ma talvolta anche in eta adulta. Questa affezione colpisce circa 1 persona su 50'000 in Europa, senza distinzione di sesso. Quadro clinicoQuesta malattia si manifesta con disturbi della coordinazione della posizione eretta (atassia troncolare), dei movimenti (atassia delle estremita), dell'articolazione (disartria), associati ad altri segni neurologici (abolizione dei riflessi, disturbi della sensibilita profonda, segno di Babinski, piedi cavi e scoliosi) e talvolta ad una cardiomiopatia e ad una forma di diabete. La malattia si evolve progressivamente e dopo 10 - 20 anni di evoluzione il paziente non e piu in grado di camminare senza aiuto. CausaIl gene mutato della malattia e stato localizzato sul cromosoma 9q13, corrispondente al codice di una proteina chiamata fratassina. Dal 1997 e possibile effettuare una diagnosi mediante analisi genetica attraverso l'individuazione, nel 97% dei casi, di un'espansione anomala e instabile di una tripletta GAA. La malattia e dovuta ad una diminuzione della fratassina che si ripercuote sulla mitocondria alterando il metabolismo energetico della cellula, in seguito ad un disturbo del metabolismo del ferro. Diverse analisi chimiche hanno infatti dimostrato dei deficit funzionali, in particolare un deficit di produzione dell'ATP per un disturbo della catena respiratoria dei complessi I - III e una deficienza di aconitasi, che raggruppa delle proteine contenenti una unita ferro-solfuro. L'evidenziazione nelle urine di un innalzamento di diversi metaboliti riflette uno stress ossidativo anomalo. Questi tassi potrebbero essere ridotti mediante l'assunzione per via orale di Idebenone. Questi dati sono recenti e la malattia ha un'espressione variabile. E stata osservata una correlazione tra la gravita dei deficit neurologici e l'importanza della ripetizione della tripletta GAA, come la relazione inversa tra il numero di tripletta e l'eta di inizio della malattia o l'eta della perdita della deambulazione, e in una certa misura la gravita della cardiomiopatia. TrattamentoIn assenza di trattamento curativo, e necessario porre l'accento sui trattamenti sintomatici mirati ad evitare le complicanze, in particolare quelle di natura cardiaca (utilita dell'assunzione di Idebenone) e a mantenere la miglior qualita di vita possibile. Una presa in carico con sedute di fisioterapia, ortofonia ed ergoterapia permette di sfruttare al meglio i potenziali esistenti. Combattere la scogliosi e indispensabile per preservare la posizione seduta e la funzione respiratoria. Alcuni trattamenti farmacologici permettono di combattere le contratture. Degli ausili tecnici efficaci sono utili per garantire una certa autonomia: sedia a rotelle elettrica, verticalizzatore, apparecchi per la comunicazione assistita. Consulenza geneticaIl rischio di ricorrenza e di 1/4 per le coppie che hanno avuto un bambino colpito dalla malattia. Tenendo conto della modalita di trasmissione recessiva autosomica, la malattia si esprime eccezionalmente nelle due generazioni successive. Quando una persona e riconosciuta portatrice dell'anomalia allo stato omozigota o eterozigota, e possibile sapere a priori se il partner e eterozigota, ma tenendo conto della frequenza limitata degli eterozigoti (1/120), il rischio per i nuovi nati e contenuto. Diagnosi prenatalePer le coppie riconosciute a rischio che desiderano avere un bambino puo essere proposta la diagnosi prenatale. 02 September AIDSSalve a tutti cari amici e lettori del blog sociale...oggi vogliamo affrontare un tema che purtroppo fa parte della società in cui viviamo, con la speranza di riuscire a darvi informazioni utili.
COS’E’ L’AID La sigla AIDS deriva dai termini inglesi Acquired Immunodeficiency Syndrome, ovverosia sindrome da immunodeficienza acquisita. Si tratta di una malattia prodotta da un virus chiamato Hiv che distrugge le difese immunitarie dell’individuo. La sigla Hiv indica un virus denominato Human immunodeficiency virus, virus dell’immunodeficienza umana. Si tratta di un virus che espone l’individuo a contrarre le più svariate malattie: il morbillo, l’influenza, l’epatite, la polmonite, le meningite, le gastroenteriti, fino al tumore. Per quanto riguarda i test uno dei più noti è il test Elisa, che può essere effettuato con un semplice prelievo di sangue. Se il test è positivo il risultato va comunque confermato con un secondo test, il Western Blott. Va sottolineato che la positività ai test sierologici (sieropositività) non significa che il soggetto presenti sicuramente l’AIDS. La sieropositività ci dice solo che il soggetto è stato in contatto ed è stato infettato dal virus dell’AIDS.
COME SI TRASMETTE L’AIDS È il sangue il veicolo che consente al virus di vivere e moltiplicarsi. Il contagio avviene dunque attraverso il sangue. I rapporti sessuali con malati di AIDS, le trasfusioni di sangue infetto, gli aghi infetti, la gravidanza di madre colpita da AIDS, il parto, l’allattamento, sono le modalità con cui si trasmette l’Aids. Fuori di queste occasioni non esiste pericolo.
SINTOMATOLOGIA E TERAPIA ANTI-AIDS Ci sono alcuni sintomi che possono far sospettare la comparsa della malattia. Uno dei primi indicatori è un vistoso e prolungato rigonfiamento dei linfonodi in diversi punti del corpo, soprattutto in tre stazioni: a livello ascellare, a livello inguinale, all’altezza del collo e della nuca. Altra spia è rappresentata dalla rapida perdita di peso senza motivo, accompagnata sovente da spossatezza e da diarrea prolungata, in genere più di un mese. Si vengono, in taluni casi, a sommare altri sintomi, come la febbre persistente e una frequente sudorazione notturna. Tutti questi non sono sintomi specifici dell’Aids, molte altre malattie possono presentare le stesse manifestazioni, tuttavia ciò che può far sospettare il peggio è il loro carattere concomitante, persistente e non facilmente giustificabile. Il problema più grave è costituito dalle infezioni, per cui anche le malattie banali e poco aggressive possono diventare mortali. Lo stesso discorso vale per malattie ben più pericolose come ad esempio quadri degenerativi del sistema nervoso che possono facilmente portare alla paralisi o alla demenza, o come il sarcoma di Kaposi. Il sarcoma di Kaposi è una rara malattia di tipo neoplastico caratterizzata dalla comparsa di tumori cutaneo-vascolari che determinano la formazione di placche violacee o marrone scuro su tutto il corpo e che possono, con il tempo, interessare anche i visceri ed i linfonodi.
PREVENZIONE DELL’AIDS Non esiste una terapia specifica per l’Aids, non esiste neppure un vaccino. L’unico trattamento di lotta alla malattia rimane la prevenzione. Nel caso specifico dell’Aids, fare della prevenzione significa assumere atteggiamenti che possiamo così brevemente sintetizzare: - non usare alcool o droghe perché riducono le difese immunitarie; - non accettare rapporti sessuali con partner occasionali, in ogni caso usare il profilattico; - utilizzare solo siringhe monouso e non riutilizzarle; - in caso di trasfusioni di sangue, accertarsi sulla sua provenienza: solo i centri trasfusionali autorizzati offrono assoluta garanzia; - sottoporsi ad esami clinici periodici per accertarsi del proprio stato di salute; - proteggersi dalle infezioni e bendare le ferite sanguinanti; - avere cura della propria igiene personale, non scambiare con altri il proprio spazzolino da denti, il rasoio da barba, le forbici; - pulire le superfici imbrattate con gocce di sangue con varechina diluita in acqua; - lavare a parte e a temperature adeguate (60°) eventuali indumenti sporchi di sangue. Si tratta, come si può ben vedere, di comportamenti facili da assumere, che fanno parte del nostro abituale modo di fare.
Assistere psicologicamente le persone affette da Aids significa aiutarle ad accettare la propria situazione affinché imparino a vivere serenamente pur nelle inevitabili difficoltà, usando particolari attenzioni nella difesa della propria salute, nel rispetto delle norme di prevenzione. Sul piano sociale, evitando atteggiamenti di emarginazione, si favoriranno le occasioni per far accettare le persone malate di Aids nel mondo del lavoro, a scuola, negli ambienti sociali. È importante far sapere, con il nostro stesso comportamento, che la malattia non fa paura perché non è contagiosa se si usano le giuste precauzioni. E questo va spiegato a tutti gli amici, ai conoscenti, alle persone più diverse, ai familiari del malato i quali il più delle volte hanno rotto i legami affettivi con il congiunto, arrivando al rifiuto totale. Ricucire tali rapporti familiari violentemente interrotti è impresa davvero faticosa, ma costituisce un obiettivo importante per noi Operatori Sociali. I malati di Aids hanno bisogno di un grosso sostegno psicologico e morale oltre che sanitario.
NOI E L’AIDS IN DIECI PUNTI (per concludere con idee più chiare). Si tratta di una serie di slogan che hanno lo scopo di riassumere in modo più incisivo le informazioni da sapere, i comportamenti e gli atteggiamenti più corretti da assumere verso i malati di AIDS:
Aids è una malattia virale che distrugge il sistema immunitario e che si contrae principalmente attraverso lo scambio delle siringhe e i rapporti sessuali. Bisogna modificare i nostri comportamenti. Vanno evitate tutte le occasioni in cui è possibile il contagio. Contro l’Aids e incontro ai sieropositivi e ai malati: aiutiamo i sani a rimanere tali, aiutiamo i sieropositivi a non ammalarsi, aiutiamo i malati ad andare avanti con dignità. Dobbiamo essere tutti consapevoli che solo l’ignoranza può farci infettare. Educando i giovani al rispetto di se stessi e degli altri, a rifiutare la droga, a credere nei valori, a curare la propria salute, combattiamo anche l’Aids. Facciamo in modo di assumerci ognuno le nostre responsabilità, sia nella vita privata che pubblica. Evitare le occasioni di contagio è un dovere verso noi stessi e verso gli altri. Gli scienziati devono lavorare ancora molto per mettere a punto un vaccino e delle terapie efficaci: l’unica arma per ora è la prevenzione. Hiv è il nome del virus dell’Aids, da cui possiamo e dobbiamo difenderci. E i modi, lo abbiamo visto, sono semplici. Informazione, educazione, prevenzione: sono i tre criteri con cui possiamo oggi vincere l’Aids. La solidarietà è l’atteggiamento interiore e pratico con cui si possono aiutare i sieropositivi e i malati a sperare.
19 August IL SORDOMUTISMOSalve cari amici e lettori del blog sociale!
Oggi abbiamo intenzione di affrontare un tema del sociale molto importante,il sordomutismo, non solo per far conoscere
queste realtà a tutti voi ma anche per farvi comprendere meglio il lavoro che noi operatori sociali svolgiamo.
Per sordomutismo si intende l'incapacità di parlare causata dalla sordità in epoca neonatale e nei primi anni di vita.
L'apprendimento del linguaggio, infatti, è condizionato dalla capacità del bambino di "sentire" i genitori parlare; chi non
ode il suono delle parole non potrà mai imparare a pronunciarle.
Si tratta quindi di soggetti muti perchè non sentono.
Le cause della sordità possono essere: malformative, iatrogene (cioè da farmaci, soprattutto certi tipi di antibiotici), da
lesioni precoci dell'apparato uditivo, o dei centri corticali, ecc.
I genitori, o chi accudisce questi neonati, giungono facilmente ad ipotizzare la presenza di sordomutismo qualora i
piccoli non presentino alcuna reazione (di sorpresa, fastidio, pianto) a stimolazioni sonore anche intense, e non
vocalizzano entro i primi 10 mesi.
é importante il depistage (ricerca ed evidenziazione della malattia) sistematico entro il 1° anno di vita con
l'esame audiometrico per determinare la capacità uditiva. Se la diagnosi è precoce, è possibile un trattamento riabilitativo tempestivo con
il "metodo orale", "mimico", o "dattilologico" (con segni manuali); il paziente impara a comunicare mescolando vocalizzazioni e
suoni gutturali ai segni mimici e manuali. Ciononostante possono sorgere problemi di comunicazione indiretti (il campanello
della porta non viene sentito, a meno che non venga collegato ad una lampadina che si accende ritmicamente; lo stesso
vale per il telefono, sirene, grida, clacson, ecc.).
L'affiatamento con questi pazienti è essenziale, per comprenderli e farsi comprendere. Essi possono formare una famiglia, avere
figli, una professione e così via.
Ed è qui che l'operatore socio assistenziale entra in gioco per visitare periodicamente e aiutare questi pazienti e dargli
quell'affiatamento di cui sopra citatato. E x noi due operatrici....Annamaria ed Ester....questo sarà un piacere e un onore.
Perchè donare felicità e sorrisi è la cosa più bella che si possa fare nella vita!
Spero che questo post sia per voi utile da leggere, per imparare, per cultura e per tanto altro! E se vi farà piacere prossimamente
affronteremo qualche altro tema del genere....basta che lo chiediate e noi saremo felici di aiutarvi e accontentarvi.
Ci farà anche piacere conoscere le vostre opinioni e le vostre idee.
Cogliamo l'occasione anche per ringraziarvi dei vostri graditissimi commenti, che anche se non riusciamo a rispondere in tempo
o per vari impegni noi siamo comunque sempre qui con voi! Un abbraccio...e un sorriso... 02 August LE MANI tratto dal blog del nostro carissimo amico Vito30 luglio
LE MANILe mani, sono un universo che trasmette i più svariati sentimenti, sanno essere
gioia, sanno essere dolore. Le mani di due persone si possono stringere, per
suggellare un patto, tacito consenso di una corrisposta fiducia, quando le parole
sono superflue esternazioni. Sanno diventare un caloroso abbraccio, per
ricevere e trasmettere, quelle rasserenanti vibrazioni, di una amica, che il
tempo, con il suo cinico trascorrere, aveva celato al tuo sguardo, o quelle del
proprio amore, magnetiche onde di assoluta elevatezza.
Una mano può chiudersi e aprirsi per fare un bel ciao, triste premonitore di una
breve assenza, e indelebile certezza del prossimo rivedersi.
Si alzano in aria, le mani a resa, di chi, stanco della lotta, si abbandona ad un
triste presente, e, pur non disperando in un futuro migliore, pone le mani
giunte, in una preghiera implorante, che senza ostacoli, sale nel cielo, certa
destinazione, la divina speranza.
Con gesti precisi, le mani parlano quel linguaggio universale che, sfidando il
mondo del silenzio, portano parole altrimenti inascoltate.
Cambiano la realtà, con la sottile e perfida arte dell'inganno, le abili mani di un
prestigiatore, che, beffardo e compiaciuto, nutre il suo orgoglio con gli occhi
spalancati e increduli dello spettatore sognante, perso per un momento in una
finta realtà. Si legge nelle mani di calli adorne, la grande fatica di uomini tenaci,
cotti dal sole e dalla vita, irrorando ogni singolo istante, con copiose gocce di
antico sudore, conquistando ogni giorno il diritto a una decorosa esistenza, e
l'orgoglio di guardare fiero, diritto negli occhi i suoi figli, e leggervi il loro grazie.
Sa essere pietosa la mano, che sfiorando leggermente l'occhio, perso
nell'oscuro labirinto di dolori e tristezze, preleva una lacrima, opaca goccia di
rugiada, mattutina malinconia. A volte la mano è violenza, portatrice di amare
sofferenze, da parte di chi, al posto del cuore, ha un freddo pezzo di pietra,
incapace di amare, forse per vecchio retaggio di una esistenza senza affetto, o
anche solamente, per un vago appagamento di quella sottile insaziabilità
dell'altrui dolore. Una mano è capace anche di tendersi, per rialzare dal fondo di
di un piccolo baratro, le altrui cadute, uomini distesi sulla fredda terra che, con
speranzosi occhi imploranti chiedono con fiero silenzio, l'appoggio sicuro per
risollevarsi alla vita. Le piccole mani di bimbi spensierati, si coprono gli occhi,
per dare tempo agli amici, di trovare un buon posto dove nascondersi,
speranzosi di non essere scoperti, anche se, con innocente scaltrezza,
distanziando leggermente due dita, il furbo cercatore osserva la scena, e i
pretesi nascondigli diventano vani. Con la sua piccola mano, sollevando uno per
volta le esili dita, il piccolo scolaro, affacciandosi con timorosa curiosità, nel
misterioso mondo di oscure cifre, ricerca un numero, figlio di altri due.
Una mano si tende con il palmo aperto, alla ricerca dell'altrui comprensione,
sperando in un minimo aiuto, che, sommato ad altri piccoli generosi atti d'amore,
danno il lasciapassare per un pasto frugale, regola comune non sempre rispettata.
Quanta sicurezza infonde la mano di un padre, che, appoggiata sulla spalla del
figlio, trasmette la magica sensazione di una protezione sicura, i timori vengono
spazzati via, non esiste paura, quell'appoggio paterno, come spada di fuoco, può
affrontare con certa vittoria, qualsiasi insidia che la vita può portare.
Le mani sanno anche tremare, quando le forti emozioni che trasmette l'amata,
invadono il proprio cuore, trascinando la mente in quella dimensione, dove tra
tante magiche irrealtà, l'unica cosa reale è il senso di appartenenza dell'eterno
amore. Quante cose sanno essere le mani, terminali visivi di tante emozioni,
esecutori precisi di qualsiasi impulso, che la mente e il cuore, trasmettono per
rendere visibili i più svariati sentimenti.
Il blog sociale si scusa per l'assenza...ma abbiamo anche noi i nostri impegni e comunque non ci
dientichiamo mai di voi questo è certo! :)
Ringraziamo il nostro amico Vito per averci dato la possibilità di copiare queste bellissime parole delle mani dal suo blog!
Inoltre ringraziamo chi continua a scriverci!
Saremmo molto contente se anche voi proponeste qualcosa di cui discutere o qualcosa che semplicemente è bello far sapere agli altri...aspettiamo anche le vostre richieste! Inoltre, vi ricordiamo delle nostre e-mail per poterci scrivere di qualsiasi cosa vogliate parlare.
Abbiamo anche ricevuto un commento dalla nostra amica Enza in cui ci invita a conoscere l'atassia....e saremo fiere di tutti voi se visitaste il suo blog...l'indirizzo lo potete trovare nel guest attraverso il suo commento.
Il blog sociale vi augura un sereno fine settimana e conta sempre su di voi! Kiss kiss 14 June C'è UN MODO DIVERSO DI VEDERE LE COSEQualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere.
Mentre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e tornarono indietro..... ciascuno di loro. Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire:'Adesso stai meglio?'. Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché? Perché dentro di noi sappiamo che: La cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. E' anche importante in questa vita aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa. 31 May GRAZIE DI CUORECari amici, ringraziamo di cuore Pepa per il bellissimo premio che
ci ha donato....siamo davvero contente per questo!
Questa è una cosa che sta girando tra i blog e quindi anche noi
come regolamento dovremmo donare il premio ad altre cinque persone...però
questa volta non baderemo al regolamento, anche perchè ci sembra brutto premiare solo
cinque persone....quindi il premio che vedete ad inizio pagina noi lo doneremo
simbolicamente a TUTTI VOI CHE CI APPOGGIATE E CHE SAPPIAMO CHE
CONTINUERETE A FARLO PERCHè SIETE PERSONE SPECIALI SE GIA' CONDIVIDETE
CON NOI QUESTA ESPERIENZA.
COGLIAMO L'OCCASIONE ANCHE PER RINGRAZIARVI DELLE TANTE VISITE E DEI TANTI COMMENTI.
GRAZIE DI VERO CUORE A TUTTI.
BUONA GIORNATA.
....IL BLOG SOCIALE....ANNAMARIA ED ESTER...
30 May poesia di Ester Zaniboni (da internet)
26 May ATTENZIONE
23 May FRATELLANZA
20 May ...
16 May a tutti coloro che leggono
03 August Telefono Arcobaleno
20 June tutto questo su www.vita.it il settimanale del sabato!
10 May Il tempo
22 April Doret's Law Nolte e Madre Teresa di Calcutta...
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Tutto sul mondo dell'infanzia
Tutto sui diversamente abili
Tutta la droga del mondo non vale un grammo della tua adrenalina...
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